Ci sono limiti alla presenza di animali all’interno di un appartamento in condominio? Di regola, no. Anche se spesso la presenza di cani e gatti in condominio provoca molte liti tra vicini, non esistono limiti se non quelli legati al buon senso. È scontato dire che in un’abitazione di 40 metri quadrati due cani di grossa taglia stanno stretti, così come 100 gatti in un appartamento di 100 mq. Se manca il buon senso, però, possono sopraggiungere problemi di tipo sanitario con l’intervento dell’Asl locale.

Il tribunale amministrativo regionale del Piemonte si è recentemente espresso sulla presenza di animali in condominio con la sentenza n. 1378/17, ribadendo che non esistono limiti massimi di legge al numero di cani e gatti presenti in casa né limiti che possono essere imposti attraverso il regolamento di condominio.
Animali in condominio

Infatti, l'articolo 1138 del Codice civile – così come modificato dalla legge 220/2012 - dispone che “le norme del regolamento non possono vietare di possedere o detenere animali domestici”. Il Tar ha invece ricordato che il proprietario ha obblighi amministrativi, civili e penali in relazione agli animali che possiede. Deve denunciare l’animale all’anagrafe canina, deve rispettare le regole di igiene e deve ridurre al minimo i rumori prodotti al fine di non arrecare disturbo ai vicini.

Il proprietario è tenuto in primo luogo al rispetto dell’ordinanza del Ministero della Salute, entrato in vigore il 23 marzo 2009, che prevede l'obbligo, per i proprietari dell'animale, di mantenere pulita l'area di passeggio, di utilizzare il guinzaglio in ogni spazio comune – nel caso di animali aggressivi – di applicare la museruola. In ogni modo, i proprietari degli animali debbono comportarsi in modo tale da non ledere o nuocere alla quiete e all'igiene degli altri conviventi dello stabile, e non possono essere lasciati per lungo periodo sui balconi perché rischierebbe di essere condannato per “omessa custodia”. Infine, è bene ricordare che il condominio, in caso di rumori molesti o di odori sgradevoli, può richiedere l'allontanamento dell'animale dall'abitazione in base all'articolo 700 del Codice di procedura civile. Se le immissioni sonore sono piuttosto insistenti e prolungate, sussistono le condizioni per il reato di "disturbo del riposto delle persone".

Articolo originale: http://www.condofacile.com