Addio maxi bollette condominiali. Con la legge n. 205/2017 (meglio conosciuta come legge di bilancio 2018) è stato ridotto il tempo di prescrizione da cinque a due anni per richiedere – da parte dei gestori e/o fornitori di acqua, luce e gas – il pagamento delle bollette. Questo evita la brutta abitudine dei gestori di esigere maxi conguagli al condominio, dopo anni di silenzio.

Il gestore, dal 2018 (per il settore elettrico), sarà obbligato all’emissione della bolletta entro i due anni dal periodo di fornitura. Inoltre, questa prassi, resa possibile da un ampio termine di prescrizione, pari a cinque anni, ha generato molti contenziosi in considerazione del fatto che l'utente difficilmente può così esercitare un controllo effettivo su periodi temporali così lontani.

Articolo 1, comma 4: "Nei contratti di fornitura di energia elettrica e gas, il diritto al corrispettivo si prescrive in due anni, sia nei rapporti tra gli utenti domestici o le microimprese, come definite dalla raccomandazione 2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003, o i professionisti, come definiti dall'articolo 3, comma 1, lettera c), del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, e il venditore, sia nei rapporti tra il distributore e il venditore, sia in quelli con l'operatore del trasporto e con gli altri soggetti della filiera. Nei contratti di fornitura del servizio idrico, relativi alle categorie di cui al primo periodo, il diritto al corrispettivo si prescrive in due anni".

La nuova normativa non solo riduce i termini di prescrizione a due anni, ma è anche previsto che in caso di invio di bollette che si riferiscano a un periodo di oltre due anni dall’emissione, l'utente potrà presentare reclamo all’autorità garante della concorrenza e del mercato, con diritto alla sospensione del pagamento fino a quando la stessa Autorità non verificherà la legittimità della condotta dell'operatore. In caso di reclamo, quindi, il venditore deve comunicare all'utente l'avvio del procedimento e informarlo dei suoi diritti.

E se qualcuno si accorge di aver pagato una bolletta che si riferiva a un consumo effettuato più di due anni prima? In questo caso, è diritto dell'utente, al termine positivo della verifica, ottenere entro tre mesi il rimborso dei pagamenti effettuati per un indebito conguaglio. Tale diritto è escluso qualora la mancata o erronea rilevazione dei dati di consumo derivi da responsabilità accertata dell'utente.

La nuova normativa si applica già per bollette con scadenza successiva al 1° marzo 2018 per il settore elettrico. Dal 1° gennaio 2019 toccherà al settore del gas, dal 1° gennaio 2020 al settore idrico.

Articolo originale: http://www.condofacile.com