Sono ormai una rarità. I portieri di condominio sono stati eliminati in gran parte degli immobili. Troppi costi, soprattutto in periodi di crisi. Ma il servizio di portineria ha sempre rappresentato un legame importante di coesione del condominio, un punto di riferimento importante per proprietari e affittuari.

Ma sono molti i condomini ad approfittare di questa figura, quando è presente, chiedendo di svolgere compiti e mansioni non previste dal contratto.


No a lavoretti per i condomini. Al di là di problemi legati strettamente al contratto di lavoro come i limiti di orario, reperibilità e competenza, vari condomini approfittano della disponibilità del portiere per ottenere servizi “aggiuntivi”, molto spesso personali. Si va dalla richiesta di pulizie nel proprio appartamento, alla spesa al supermercato.  E spesso, queste richieste riguardano commissioni da svolgere durante le ore di lavoro del portiere, distraendolo dal suo impiego al servizio del condominio e non dei singoli proprietari. Inoltre, in caso di infortunio durante lo svolgimento di questi servizi, l’Inail non sarebbe tenuta a darne copertura assicurativa, in quanto copre esclusivamente gli infortuni subiti nelle aree comuni e nella guardiola.

La responsabilità dell’amministratore. L’amministratore, se a conoscenza della situazione, deve immediatamente diffidare per iscritto il portiere nello svolgere compiti “extra” nel normale orario di lavoro. La stessa cosa vale anche per il portiere che svolge un secondo lavoro che può svolgere non in sovrapposizione con il primo e nel rispetto della normativa: 11 ore di riposo nell’arco delle 24 ore, è un giorno di riposo a settimana.

Foto: © Jorge Royan / http://www.royan.com.ar, via Wikimedia Commons​

Articolo originale: http://www.condofacile.com