Si avvicina la stagione fredda ed è arrivato il momento di riflettere sui consumi per il riscaldamento. Sono trascorsi più di quattro anni da quando è entrato in vigore l'obbligo di installare i sistemi di contabilizzazione e termoregolazione del calore nei condomini con riscaldamento centralizzato, ma per molti condomini quello trascorso è il primo anno con il sistema di contabilizzatore. Per qualche proprietario c'è stata anche qualche spiacevole sorpresa in bolletta.

Questo è dovuto a una vera e propria "rivoluzione" dei criteri di riparto delle spese, con l'introduzione di una doppia quota: variabile in base ai consumi volontari registrati attraverso i contabilizzatori, e una fissa secondo una tabella millesimale realizzata in base ai criteri della normativa tecnica Uni 10200.

Tuttavia, questa normativa non può essere applicata (allo stato attuale) sugli edifici più vecchi (costruiti prima del 1990). In questo caso, la quota variabile dei consumi del riscaldamento rappresenterà il 70% della spesa sostenuta dal condominio. Il restante 30% può essere ripartito in base alle vecchie tabelle millesimali. Infatti, prima dell'introduzione dei contatori, le spese venivano ripartite secondo quanto previsto dal regolamento di tipo contrattuale o in base a una ripartizione che prendeva in considerazione i "millesimi calore" che tenevano conto della superficie radiante, del numero dei radianti e della cubatura netta. Con l'introduzione nell'ordinamento italiano della normativa Uni 10200, è cambiato tutto. Non solo: né l'assemblea all'unanimità, né il regolamento condominiale possono prevedere altri criteri, ad eccezione di quegli edifici ai quali non è possibile applicare la normativa stessa.

Novità presto verranno introdotte per prevedere nuovi criteri per il calcolo di ripartizione per le seconde case o per quelle abitazioni utilizzate in maniera discontinua.

Articolo originale: http://www.condofacile.com