Anche i beni comuni del condominio possono essere soggetti all’usucapione. Ma ciò richiede che un condomino escluda gli altri dalla fruizione del bene per il tempo indicato dalla legge, anche se non interviene una interversione del possesso. In pratica, il condomino deve dimostrare di essersi comportato come se fosse il proprietario del bene, possedendolo in maniera ininterrotta e continuativa.

L’usucapione. Nel caso di un bene condominiale, non è sufficiente che gli altri proprietari si siano astenuti dall’utilizzare il bene in oggetto. Il condomino che vuole usucapire una terrazza o uno scantinato, dovrà dimostrare di essersi comportato come se fosse il vero proprietario di quel bene, sottraendola al potenziale uso comune. Allo stesso tempo, non deve esserci stata opposizione nei confronti della sottrazione del bene.
Usucapione in condominio
Un esempio. Se un condomino utilizza il lastrico solare per stendere i panni o addirittura per organizzare feste e serate, mentre gli altri proprietari non usufruiscono dello spazio, non sarà comunque sufficiente per il condomino poter rivendicare l’usucapione della terrazza condominiale. Ciò può avvenire solo se può dimostrare che per almeno vent’anni ha impedito l’accesso agli altri condomini attraverso un lucchetto o a sbarre e se gli altri proprietari non si siano opposti. Lo stesso discorso può valere per le cantine e pianerottoli.

Chi va a giudizio? Il proprietario che intenda usucapire un bene comune, dovrà citare in giudizio il condominio nella persona dell’amministratore. Mentre spetta all’amministratore o a qualsiasi altro condomino la facoltà di citare in giudizio il co-proprietario che si è impossessato del bene.

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