Presentazione F.a.i.r. Club
Il F.a.i.r. Club (Federazione Amministratori Immobiliari Riuniti) nasce dall’idea di creare una figura più leale e trasparente dell’Amministratore di condominio, colui che gestisce gli interessi di centinaia, migliaia di persone e che deve avere una serie di requisiti per rispettare i principali standard con lo scopo di gestire correttamente e lealmente i propri condomini.

L’esperienza decennale portata in campo dagli otto fondatori del Fair Club: De Pasquale, De Filippis, Marsella, Lamburghini, Bartoccetti, Melchiorri, Scotellaro e Contestabile, l’unione delle idee e dei loro progetti ambiziosi ha dato vita ad un nuovo modo di concepire l’organizzazione e la reputazione dell’amministratore di condominio.

La scelta non casuale dell’acronimo FAIR, che in inglese significa corretto, onesto, leale, richiama i valori che dovrebbero caratterizzare l’attività di un qualsiasi professionista che si rispetti. Colui che riceve un mandato fiduciario da terzi, per gestire una parte dei propri beni, si dovrebbe distinguere per onestà, trasparenza, affidabilità caratteristiche ancor più necessarie e auspicabili nell’attività di un buon amministratore di condominio. La casa non è un bene qualsiasi, per la maggior parte delle famiglie rappresenta un bene prezioso, un sogno ed una vita di risparmi e deve essere affidato a qualcuno che conosce le regole, le rispetta e non abusi della propria posizione.
 
Ma sono questi gli aggettivi che spesso vengono associati alla professione di Amministratori di Condominio?
 

La situazione attuale dei condomini

Troppo spesso l’amministratore viene visto dai propri condòmini come scorretto, disonesto, ingiusto e impreparato; quindi non in grado di essere un punto di rifermento sicuro in mezzo alle frequenti contestazioni condominiali. Eppure l’82% delle famiglie italiane, circa 50 milioni di persone proprietari di immobili, affidano l’1,2% del PIL (parliamo quindi di 20 miliardi di Euro) ad amministratori di condominio con tali caratteristiche. Per capire di che cifra parliamo pensiamo alla media di 20 miliardi divisi per i circa 36 mila amministratori, ovvero circa 557 mila euro ciascuno.

Da un rapporto CENSIS (2006 ultimo rapporto CENSI commissionato dall’ANACI) emerge che circa il 21% degli amministratori (quelli che gestiscono da 11 ad oltre 50 condomini) gestiscono il 76% dei condomini. Di conseguenza circa 7.560 amministratori “professionisti” gestirebbero circa 2 milioni di euro a testa all’anno. In passato, in assenza di un preciso quadro normativo, gli amministratori avevano un ambito discrezionale estremamente ampio che oggi, per fortuna, si è ristretto ma non è ancora sufficiente ad assicurare una corretta gestione, anche a causa delle numerose incombenze che la legge attribuisce a questa figura.
 

Confronti con le altre associazioni

Rispetto alle altre associazioni il F.a.i.r. Club non si pone come concorrente bensì come partner per creare sinergie con ogni associazione che lo desideri, condividendo e promuovendo progetti e metodiche che possano dare efficienza e crescita professionale agli Amministratori di Condominio.
 

Gli obiettivi che ci proponiamo

Aumentare la qualità dei processi di gestione, promuovere e ricercare metodologie e procedure trasparenti per certifichino l’onesta, la correttezza e la lealtà dell’amministratore sono solo alcuni degli obiettivi del F.a.i.r. Club che si propone di riqualificare una professione che negli anni ha perso di credibilità. Questo nostro progetto è il frutto di tanti incontri organizzati per confrontarci, a volte criticarci, condividere le nostre modalità operative e sorridere delle esperienze più assurde vissute giornalmente da ognuno di noi.
 
La strada che ci proponiamo di percorrere si snoda su alcuni principali cardini:

Durante molti incontri abbiamo condiviso i nostri modi operativi e giorno dopo giorno abbiamo immaginato le modalità di gestione che per noi rappresenta l'immagine perfetta dell'Amministratore efficiente, ovvero:
Tutti elementi di trasparenza che dovrebbero essere inseriti tra i criteri ISA (Indici Sintetici di Affidabilità che entro il 2017 verranno a sostituire gli studi di settore) che consentiranno di determinare il grado di affidabilità degli amministratori (una delle otto categoria campione) e che consentiranno in base alla graduatoria raggiunta di all’esclusione o alla riduzione dei termini per gli accertamenti. In questo modo la contabilità sarà di fatto certificata da soggetti terzi quali la banca, per i movimenti contabili, e dall'agenzia delle entrate, per i giustificativi dei movimenti contabili.
 
Da Categoria misconosciuta a classificati per AFFIDABILITA’ direttamente dallo Stato.

Raggiungere gli alti standard che abbiamo pensato non è un processo immediato ma graduale e per favorire questo verremo a promuovere specifici corsi di “efficientamento” (importazione MAV, Prisma, fatture elettroniche) con la diretta collaborazione delle principali software house del settore (PIGC, H2).

Abbiamo ideato un questionario chiamato Cerbero, per determinare in maniera oggettiva lo standard qualitativo del servizio reso, che non deve essere inteso solo come soglia di sbarramento, ma base di partenza minima sulla quale apportare una serie di supporti finalizzati a crescere l’efficienza e qualità dell’attività professionale. Fondamentale sarà la condivisione di non più di due software. Abbiamo selezionato quelli che, al momento, riteniamo i migliori per il nostro settore H2 e PGC (in ordine alfabetico) e chiederemo loro la massima collaborazione per rendere sempre più performante la nostra gestione.

Per concludere, cercheremo di lavorare anche con lo scopo di mettere in atto in maniera pratica la condivisione di sistemi operativi, gli aggiornamenti automatici, l’archivio sul web, la quadratura della cassa automatica e giornaliera, ecc..
 
Ed attenzione…. non stiamo parlando di futuro ma di presente!